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Il Comune di Pofi, negli ultimi 50anni, si è evoluto in tutti i settori ed
è stato sede, per parecchi anni, di un importante insediamento industriale
che ha dato lavoro a centinaia di pofani; nel periodo di pieno funzionamento
dell' azienda metalmeccanica, si favoleggiava che a Pofi non esistesse la
disoccupazione. Purtroppo gli eventi hanno preso una piega diversa e, dall'
oggi al domani, tanti padri di famiglia si sono ritrovati senza lavoro e
senza retribuzione. Nell' ultimo decennio, poi, si è diffuso enormemente il
positivo fenomeno della coltivazione dei fiori. Sono decine, infatti, le
aziende che, strutturate a livello imprenditoriale e dotate di attrezzature
moderne e sofisticate, producono e vendono fiori in tutti i mercati del
Lazio. Pofi, però, molto più degli altri centri limitrofi, ha mantenuto
gelosamente le proprie tradizioni e le proprie usanze che, inalterate, sono
state tramandate nel tempo. La cultura del dialetto è radicata nel cittadino
pofano; senza vergogna, anzi con vanto, egli preferisce esprimersi in
vernacolo proprio per manifestare, grazie ad esso, la propria identità
culturale. Innumerevoli, infatti, sono le manifestazioni folcloristiche e
popolari che si rinnovano nel corso dell' anno nella nostra cittadina. Basti
ricordare la tradizione della "Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo",
la "Processione dell' inchinata", le due fiere della Madonna dell' Angelo e
di S. Antonino e le nuove, recenti iniziative della Pro Loco come la "Mostra del fiore" , la "Mostra delle stelle di Natale", il concorso
ippico collegato con la festa di S. Sebastiano e le varie manifestazioni
culturali che vanno sotto il nome di "Estate pofana" e "Natale con noi".
Partendo dal Ristoro Agripofi è possibile visitare musei e siti archeologici
e scoprire luoghi testimoni delle vicende più appassionanti della nostra
storia locale:
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Pofi, è
un caratteristico borgo arroccato su di un colle di origine vulcanica, con
torri e mura perimetrali. Il visitatore che raggiunge l'altura su
cui sorge il centro abitato, si rende conto dell'importanza che la rocca
medioevale di Pofi aveva nel passato. L'aspetto di fortezza veniva
enfatizzato dal colore cupo delle alte torri e dei fabbricati realizzati
con il basalto delle colate laviche prodotte da un apparato vulcanico,
attivo tra 430.000 e 120.000 anni fa, di cui è rimasta la morfologia e i
crateri. Il centro storico ha pianta ellittica con asse maggiore NE-SO
compreso tra la bella porta del Melangolo e la porta dell'Ulivo. Sorto
nell'XI secolo, il paese conserva un nucleo storico interessante ed una
piazza su cui svetta la torre Nova, a pianta quadrangolare. Non lontano
dal centro abitato si possono osservare resti di un mulino a vento di una
cisterna e di un ponte romano. Infine va ricordato che la Chiesa di S.
Antonino Martire monumento nazionale in stile romanico dell'XI secolo,
sulla parete dell'ingresso interna presenta un affresco di pregevole
interesse raffigurante il Giudizio Universale. Da visitare il
Castello Colonnese ben conservato e le chiese di S. Antonino Martire, in stile romanico (XI sec.), S. Maria, a croce greca e S. Pietro.
Interessante la presenza di un museo della preistoria che espone numerosi
reperti provenienti da ritrovamenti effettuati nei dintorni, e dove sono
conservati i resti dell' Uomo di Ceprano (Homo erectus) risalenti a circa
800 mila anni fà. Segnaliamo inoltre, la produzione di fiori, che ormai in
modo consistente ed affermato vede Pofi eccellere in tutto il basso Lazio,
tanto che nel mese di aprile si tiene un’importante mostra mercato
dedicata ai fiori. |
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Strangolagalli,
(a circa 8 Km), con 2521 abitanti è al centro di un sistema collinare di forme
quasi omogenee che si estende verso la valle del fiume Sacco, in
continuazione dei monti Ernici, gli ultimi corrugamenti del gruppo del
monte Manna (m. 1751) e della dorsale che ha i suoi estremi in monte
Pizzodete (m. 2073) e in monte Pedicino (m. 1734). Strangolagalli sorge in
forma circolare su una collina che ne faceva una sicura fortezza nel
Medioevo; il centro storico conserva salottiere, piazzette e vicoletti sui
quali si affacciano bellissimi "portali", oltre alla
bellissima Chiesa S. Michele
Arcangelo, nella quale si potranno ammirare armoniose volte e straordinari
affreschi. I reperti archeologici
che rimangono oggi nel paese di Strangolagalli sono costituiti da una
Lapide muraria all'esterno del campanile della chiesa parrocchiale. Il
testo, riquadrato da cornice sporgente, è il seguente:L.DECI. L.
L.RUFIONIS / ARBIT. PHILARG/ L. DECI. L. L. PHILAR /// DECIE. L. L. FA///.
In località Fontana di Versa sono stati estratti alcuni pezzi archeologici
di cui il più importante è un blocco calcareo -custodito nella sala
consiliare comunale- ornato di fregi dorici. Nel centro storico, si trova
una epigrafe incisa su masso calcareo che doveva costituire la base di una
statua. Lo stato del masso è malridotto e scheggiato, dato la sua
collocazione in un luogo all'aperto. Infine diversi referti fittili, come
un lacrimatoio, un'anfora e vari frammenti. Da un punto di vista
naturalistico, da non perdere le sorgenti lungo i pendii del territorio
che danno vita ad uno scenario di cascate naturali che, confluendo,
formano il lago del Borgo Santo; la passeggiata ecologica di "Rio Argento"
e l'impianto floro-vivaistico. |
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Castro dei Volsci, (a circa 7 km) centro
posto a 385 m s.m. con 5.037 abitanti circa. Di origine volsca, l'antica
città e situata in splendida posizione panoramica. Notevoli i resti
archeologici come le antiche mura megalitiche, alcune ville romane e
ruderi di terme in località Madonna del Piano. Interessante l'antica
Chiesa di San Nicola (XIII sec.) per la presenza di innumerevoli
affreschi. Castro dei Volsci è la città natale di Nino Manfredi, noto
attore cinematografico contemporaneo. Da visitare il locale museo
archeologico. |
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Ceprano, (a circa 10 km) centro industriale e
commerciale a 105 m s.m. nella media valle del Liri, trae origine dalla
volsca Fregellae occupata nel 327 a. C. dai Romani. Sono presenti i resti
di un torrione cilindrico di un antico castello ed il museo archeologico,
con gli importanti resti della antica città di Fregellae. |
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Ceccano (a circa 12 km) cittadina nella bassa
valle del fiume Sacco, conserva, nonostante le distruzioni belliche,
parecchi monumenti medievali, oltre all’originario tessuto urbano della
sua parte più elevata, secolo XIII-XVII.
Il gioiello architettonico di Ceccano è costituito dalla chiesa di Santa
Maria del Fiume, costruita secondo lo stile cistercense, nel 1196, con i
materiali e numerosi elementi decorativi provenienti dalla grande villa
romana appartenuta all’imperatore Traiano. |
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Pastena, (a circa 12 km) Centro a 318m s.m.
nei Monti Musoni. Nei pressi dell’abitato si apre il grandioso
sistema
delle Grotte di Pastena, spettacolo unico per maestosità ed emozioni. Le
grotte si snodano attraverso cunicoli, cascate, laghetti, torrenti d'acqua
sotterranea, stalattiti, stalagmiti e grandi sale, e sono costituite da
formazioni carsiche. Caratteristico anche il vicino borgo di Pastena,
centro tipicamente medievale con cinta muraria e torri, ben 15, come
fortificazione, risalente al XI secolo. Da visitare le chiese di S. Maria
Maggiore e S. Maria del Parco con la sua splendida facciata in stile
barocco (XVII secolo).
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